la rigenerazione territoriale

Cosa significa rigenerazione ? Possiamo definirla come un insieme di azioni volte al recupero e alla riqualificazione di una porzione di territorio, non solo da un punto di vista prettamente infrastrutturale, ma anche (e soprattutto) sociale, economico, ambientale. Il processo di rigenerazione avviene tramite interventi integrati sulle diverse scale studiati in modo da avere il maggior impatto utilizzando le risorse disponibili. Rigenerare permette alla comunità di riappropriarsi e di rivivere nuovamente gli spazi rigenerati, con evidenti miglioramenti nella qualità della vita e nella sfera sociale, economica e ambientale.

 

 

 

 

 

 

 

 

progettazione partecipata

Participatory design o progettazione partecipata (conosciuto una volta come cooperative design, progettazione cooperativa o co-design) è un approccio di progettazione che tenta di coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse/stakeholder (impiegati, partner, clienti, cittadini, utenti finali) nel processo di progettazione col fine di contribuire a garantire che il prodotto incontri i loro bisogni e che sia usabile.

Il Partecipatory design è un approccio che si focalizza sui processi e le procedure della progettazione, piuttosto che sullo stile di progettazione.

Nella progettazione partecipativa, i partecipanti (putativi, potenziali o futuri) sono invitati a collaborare con progettisti, ricercatori e sviluppatori nell'ambito del processo innovativo.

Potenzialmente, essi partecipano nei diversi passaggi del processo innovativo: durante la fase di esplorazione iniziale e di individuazione del problema (sia nel supporto alla definizione del problema sia nella focalizzazione di idee per eventuali soluzioni) che durante la fase di sviluppo, contribuendo alla valutazione delle soluzioni proposte

Applicazione del Piano Nazionale di Recupero e Resilienza (PNRR)

il PNRR è una partitaimportantissima che anche a livello locale i territori potranno giocare, ma le tempistiche saranno molto strette ed i protocolli diversi da quelli che l'UE richiede normalmente con i fondi strutturali. 

La logica è quello del Project Cycle Management (PCM), un approccio sviluppatosi negli ultimi vent'anni nell'ambito dei progetti di Cooperazione Internazionale e basato sulla Theory of Change.

Non basterà identificare una serie di interventi infrastrutturali, ma sarà necessario identificare delle strategie integrate e dimostrare che queste (e non altre) siano quelle più efficaci per attingere un determinato impatto positivo sulla comunità ed il territorio di intervento. è un esercizio complesso che richiede competenze e capacità che sul territorio normalmente sono difficilmente reperibili.

H+S scende in campo offrendo tutta la propria esperienza sia nell'assistere Comuni e Regioni che nel formare il personale.

emergenza e cooperazione 

Viviamo in un mondo che è sempre più esposto ad una vasta gamma di emergenze.

Quella sanitaria che stiamo vivendo ce lo ha drammaticamente ricordato.

Quello che è ormai chiaro è che a causa del deterioramento progressivo della situazione politica internazionale ed una sempre maggiore incidenza del Cambiamento Climatico sull’habitat le crisi sono destinate a far parte in modo sempre più insistente ed invasivo della nostra vita.

Nel frattempo sta anche cambiando l’idea stessa di Cooperazione allo Sviluppo.

Quei paesi che una volta venivano considerati come “sviluppati” e come tali fornitori di aiuti a paesi terzi, stanno scoprendo che adesso loro stessi hanno bisogno di aiuto, che cominciano ad avere seri problemi con le diverse emergenze che si sono trovate a dover gestire, che uno spettro sempre maggiore della loro popolazione si trova in condizioni di una sempre maggiore precarietà, che vaste aree dei loro territori hanno bisogno di essere rigenerate.

Tra tutti l’Italia è il caso forse maggiormente emblematico ed eclatante.

Per questo crediamo che sia fondamentale ripensare ad una nuova idea di Cooperazione, non piu "verticale", i Paesi ricchi aiutano quelli piu poveri (spesso a cambio di qualcosa), ma un interscambio orizzontale e sinergico tra realtà "alla pari" che condividendo esperienze e risorse possono far fronte alle diverse emergenze e allo stesso tempo costruire una nuova idea di relazioni internazionali.

Co-Housing

per COHOUSING si intende una comunità intenzionale, ovvero formata da persone che vogliono vivere in un modo che essi stessi possono intenzionalmente progettare.

Spesso sono persone che sono legate da una visione condivisa fondata su valori o credo particolari (per esempio con una particolare preoccupazione di tipo ambientalista oppure appartenenti ad una determinata fede religiosa). In altri casi quello che le unisce è semplicemente una comunanza derivante dalla loro età e condizione familiare (per esempio giovani famiglie con figli, persone con qualche forma di difficoltà, oppure anziani).

Nasce in Danimarca alla fine degli anni sessanta e si differenzia dal coliving per il fatto che mentre nel caso del coliving le persone vivono in forma totalmente comunitaria, nel cohousing invece, pur essendo aperte alla condivisione, mantengono una propria vita indipendente.

Nel coliving quindi gli spazi sono nella stragrande maggioranza condivisi. In qualche caso solamente il dormire avviene in stanze private, ma per il resto, Il mangiare, il lavoro, lo studio, la ricreazione, tutto si svolge in spazi comuni.   Tipico è il caso dei collegi, dei seminari, delle residenze per studenti, delle case di riposo e delle ormai famose Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA).

 

Nel cohousing invece avviene il contrario. Le strutture sono prevalentemente composte da alloggi privati a tutti gli effetti. Soltanto alcuni servizi specifici concordati sono in aree condivise. Ci possono essere spazi semplicemente per l’aggregazione, per poter celebrare feste e compleanni o magari per fare esercizio fisico. All’interno dei Cohousing spesso troviamo anche un asilo nido dove poter lasciare i propri figli, una piccola infermeria, una zona di studio. Nei paesi di cultura anglosassone viene condivisa anche la lavanderia. In comune vengono anche acquistati dispositivi ed attrezzi, a volte anche mezzi come un piccolo furgone o un van.

Legalmente queste comunità sono normalmente costituite attraverso cooperative.

In molti casi, specialmente quando chi le costituisce sono persone anziane, alla formula della proprietà, per i suoi innumerevoli benefici, si preferisce quella dell’usufrutto.

Questa modalità risulta particolarmente interessante per nuclei familiari composti da persone anziane in alternativa alle RSA o all'assistenza domiciliare, soluzioni entrambe con un ampio spettro di problematicità. 

 
 
 
 
 
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